I soldi pubblici ai partiti? No, grazie


Italiano: Il Ministro dell'Interno Roberto Mar...

I SOLDI PUBBLICI AI PARTITI? NO, GRAZIE

Con un referendum svolto nel 1993, gli italiani hanno abrogato il finanziamento pubblico ai partiti. In seguito, nello stesso dicembre del 1993, i partiti hanno introdotto i rimborsi elettorali e hanno pensato che sarebbe stato più comodo corrisponderli in trance (un tantum per elettore, anziché a piè di lista) e a elezioni avvenute, sulla base delle spese per la campagna elettorale effettivamente sostenute e documentate. Ovviamente per “comodità dei partiti”, in modo palesemente e volutamente equivoco la legge non prevedeva cosa si sarebbe potuto o dovuto fare dell’eventuale avanzo sui rimborsi elettorali quando questi fossero stati pagati effettivamente. Continua a leggere “I soldi pubblici ai partiti? No, grazie”

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I rimborsi elettorali e la Lega


I RIMBORSI ELETTORALI E LA LEGA

Dopo il referendum che ha abolito il finanziamento pubblico dei partiti, questi ultimi hanno introdotto i rimborsi elettorali, soldi che in teoria dovrebbero essere interamente usati per le spese elettorali, ma nessun partito lo fa e quello che avanza (e non dovrebbe) dopo il pagamento di tali spese, viene ovviamente gestito in maniera non trasparente dai tesorieri di tutti i partiti. La soluzione è ridurre di tre quarti questi rimborsi e così non avanzeranno più molti soldi. Otterremmo così una riduzione della spesa pubblica (cosa assolutamente necessaria) e una riconferma dello spirito del referendum. Continua a leggere “I rimborsi elettorali e la Lega”