Bergoglio, l’anticristo?


BergoglioBERGOGLIO, L’ANTICRISTO?

Con l’irruzione nella Cappella di Rouen e il martirio del suo parroco molti pensano che si sia toccato l’apice della furia islamica e d’altro lato Bergoglio nega che ciò rappresenti l’inequivocabile inizio di una guerra di religione. Secondo lui la religione non centra essendo le guerre sempre causate da ragioni economiche. Ha torto tanto lui quanto gli altri.

I primi perché quest’attentato non rappresenta certo la fine dell’escalation terroristica, benché sia un punto di non ritorno. Inoltre, poiché la caduta di Roma è solo una tappa nel processo d’islamizzazione dettato dal Corano, il trattamento subito dallo sfortunato parroco non sarà certo riservato solo ai cristiani. Aspettiamoci azioni ancor più clamorose, dimostrative e finalizzate a creare la massima percezione d’insicurezza. Nessuno che non sia musulmano, convinto o meno, purché sappia recitare i versetti del Corano, sarà più al sicuro, neanche rintanato a casa sua. L’obiettivo del Califfato è creare i presupposti per l’inizio di una guerra civile in Francia e ovunque in Europa le comunità islamiche siano numericamente consistenti; destabilizzare l’Europa in quanto centro della cristianità e in particolare compiere azioni di rappresaglia nei paesi che combattono l’ISIS in Medio Oriente per fiaccarne il morale.

Dopo questo crescendo di attacchi, iniziati con l’irruzione nella redazione di Charlie e passando per quelli al Bataclan, ai bar e allo stadio di Parigi fino alla strage sul lungomare di Nizza, il punto d’arrivo sarà l’irruzione in casa di chiunque, con lo sterminio d’interi nuclei famigliari. Azioni casuali che nessuna intelligence e polizia potranno prevenire e sventare. Forse, solo dopo questa escalation, gli europei non musulmani saranno dai governi autorizzati e spinti ad armarsi per difendere se stessi e i propri cari. Prepariamoci dunque a trasformare le nostre case in fortini, nascondendovi armi in giro, e a dormire con la pistola sotto il cuscino. Prepariamoci a vivere come vivono gli israeliani.

Bergoglio poi mistifica la realtà a danno degli sprovveduti, affermando che il problema non sia religioso. Supponiamo sia vero che tutte le guerre in fondo avvengano per ragioni economiche, Bergoglio però ci deve spiegare perché solo l’Islam tra le religioni consenta la guerra santa, ossia l’uso della violenza per convertire gli infedeli, e come si possa negare che ciò renda gli islamici facilmente manipolabili da ogni falso profeta che intenda farne il proprio braccio armato, anche per soli fini economici.

La guerra santa è ammissibile perché l’interpretazione letterale del testo coranico (non secolarizzabile perché ritenuto increato) decreta l’assoluta trascendenza di Allah. Ciò consente di dire che esso è tutto ciò che noi umani conosciamo più quello che ci è ignoto del passato, presente e futuro. Allah è razionalità e irrazionalità, ordine e caos, amore e odio, pace e guerra; tutto ciò è ammissibile per i suoi fedeli e se per i non musulmani “guerra santa” è un palese ossimoro, per gli islamici è del tutto coerente col loro concetto di dio. Il rigore teologico nell’assoluta trascendenza divina è tale da non consentire nell’Islam il libero arbitrio. Ciò che una persona fa, anche l’atto più efferato, è sempre secondo il volere di Allah. Comodo, no? Ciò può rendere l’Islam un catalizzatore di menti perverse e disturbate psicologicamente. E i “moderati”? Non possono condannare ciò che è il volere di Allah.

Quest’assoluta trascendenza di Allah dall’esperienza sensibile dell’uomo e dal suo mondo tangibile è tale che per l’Islam non esiste la possibilità che l’uomo sia stato creato a immagine e somiglianza di dio. L’uomo quindi non è un riflesso di Allah, che di conseguenza non può essere rappresentato in alcun modo. Se da un lato ciò dà rigore filosofico all’idea di dio, dall’altro lo allontana dall’esperienza umana mutevole, cristallizzando la dottrina islamica al tempo della sua ideazione. Una visione laica nei paesi a maggioranza musulmana sarebbe possibile solo con la secolarizzazione dell’Islam, processo che però sarebbe in contraddizione con i presupposti originali e stringenti dell’Islam. Ma in assenza di tale processo di secolarizzazione, gli stati laici a maggioranza musulmana saranno inevitabilmente delle dittature. Concedendo, infatti, libertà e democrazia, come si è visto con le primavere arabe, la maggioranza musulmana imporrebbe immediatamente la legge coranica, cancellando la costituzione laica e trasformando le democrazie in califfati.

Il bandolo di quest’intricata matassa, complicata ulteriormente dal fatto che l’Islam non consente un’unica autorità teologica, è ritenere il Corano increato ed eterno come increato ed eterno è Allah. Se, al contrario, si ammettesse, da parte di tutti i più influenti teologi musulmani di tutte le scuole coraniche e di tutti i gruppi religiosi, che il Corano è un testo creato da Maometto, benché redatto su ispirazione divina, ecco che i presupposti possono essere cambiati e la matassa districata in un processo a cascata. Se non è increato, il Corano può essere interpretato in accordo con la storia dell’uomo (cioè secolarizzato) e se nel tempo attuale la pace è un valore universale per l’umanità, ecco che la locuzione “guerra santa” può essere intesa come guerra interiore per migliorare se stessi. Di pari passo Allah non sarà più quell’ente assolutamente trascendente, lontano e indifferente alle vicende umane, sebbene non sarà mai come il “padre eterno” dei cristiani (che rappresenta il bene in opposizione al male) per amore dei suoi figli disposto a incarnarsi e morire come uomo per la salvezza dell’umanità. Infine, se un valore moderno è la laicità dello Stato, ecco che la religione diviene un fatto intimo e spirituale e non più un cumulo di leggi arcaiche che invadono ogni ambito sociale.

Ma per il momento l’Islam, a grande maggioranza, non intende riformarsi abbandonando la sua concezione del Corano e di Allah e non ha quindi senso definire dei malati di mente tutti i suoi fedeli più radicali. Sono dei credenti e se son disposti a immolarsi per il loro dio, è perché la loro fede è grande, sebbene riposta in una religione quantomeno discutibile in suoi vari aspetti, se non proprio temibile. Quanti, sedicenti cristiani o laici, in occidente sarebbero disposti a immolare la propria vita per i valori universali dell’umanità, tanto solennemente sbandierati da dipendenti ed ex dipendenti dell’ONU, come la Sig.ra Boldrini. L’ONU, acronimo di organizzazione delle “nazioni unite”, è un clamoroso ossimoro, che serve solo a mantenere una pletora di parassiti e raccomandati e dove decidono i cinque paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza, in quanto vincitori uscenti dalla 2° Guerra mondiale, una guerra di conseguenza ancora in corso.

Dov’è l’ONU quando partono i barconi carichi di migranti dalla Libia? Perché di essi deve farsi carico l’Italia? Abbiamo firmato dei trattati internazionali che lo impongono? Se sì, perché allora i paesi musulmani siedono all’ONU, senza averne firmato la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo? La prima a non difendere tali diritti è dunque l’ONU stessa. Da ciò discende che essa non ha testo per imporre niente all’Italia, che invece ha il diritto naturale di difendersi dall’invasione islamica respingendo i barconi di migranti in Libia, laddove l’ONU ha il dovere di creare dei centri di riconoscimento per accogliere e smistare i veri profughi di guerra.

Quanto a Bergoglio, quel sorriso da ebete, quelle gote rubiconde da avvinazzato, quell’imbarazzante approssimazione d’idee danno l’impressione di uno sprovveduto pastore che racconta le storielline ai bambini per non spaventarli, catapultato dalla periferia della cristianità sul posto sbagliato e nel momento sbagliato da un Conclave sempre più multiculturale, scadente e piegato ai poteri forti che hanno preteso le dimissioni di Papa Ratzinger. In conclusione si potrebbe dire che il materialismo cinico e nichilista delle plutocrazie finanziarie-capitaliste e dei fabbricanti d’armi è la perfetta controparte a braccetto di un Islam che nega cittadinanza all’umanesimo. E tra questi due attori principali i pochi cristiani ancora praticanti in Europa rimangono schiacciati nell’indifferenza dei più, sviliti da un papa impresentabile mentre l’ONU, bloccata dai veti incrociati, si limita a inviare qua e là i suoi osservatori ben retribuiti pensando a sopravvivere. Dei falsi e pelosi buonisti nostrani, che s’ingrassano con l’accoglienza, non si può che citare il sommo vate: “Non ti curar di lor, ma guarda e passa”.

L’Italia ha diritto di difendersi e il dovere di salvare le vite umane


mappa-califfato-libicoL’ITALIA HA DIRITTO DI DIFENDERSI E IL DOVERE DI SALVARE LE VITE UMANE

Per ragioni di consenso politico e per dare una risposta all’insofferenza di molti europei verso un’immigrazione insistente, pare assai improbabile che il Consiglio Europeo partorisca una sospensione del Trattato di Dublino, che obblighi tutti gli stati UE ad assorbire in maniera omogenea il flusso d’immigrati clandestini e richiedenti asilo politico che si avventurano per mare e di cui ora si fanno carico i soli paesi UE affacciati sul Mediterraneo. Il Regno Unito e altri paesi nordici già si sono opposti ad accollarsi una parte di questi migranti. Del resto, l’immigrazione attraverso il Canale di Sicilia è solo una piccola parte dell’immigrazione complessiva europea, che principalmente avviene via terra attraverso i Balcani e di conseguenza, con un richiamo neanche tanto improprio alla mafia, essa è considerata dai paesi del nord Europa “cosa nostra”.

Ciò anche in considerazione del fatto che l’Italia ha già ritenuto tale pure il mar Mediterraneo (Mare Nostrum anticamente) con singolare baldanza di Alfano (il più inutile, …Continua

É nata la repubblica Borbonico-Pontificia d’Italia


É NATA LA REPUBBLICA BORBONICO-PONTIFICIA D’ITALIA

CorazzieriScorta di centauri, rintocchi di campana, bandiere e drappi rossi, sulle tribune i grandi elettori assieme ai rappresentanti del corpo diplomatico e gli ospiti d’onore, salve di cannone, 21 per la precisione (vai a sapere perché) formula di rito per il giuramento e messaggio alla nazione, corazzieri a cavallo in alta uniforme, fanfara e inno di Mameli, omaggio al Vittoriano (l’altare della patria) sfilata in auto decapottabile a sette posti in uso solo per rare occasioni, onori militari, contorno di gallonati, frecce tricolori, discorsi e rinfresco. Con questa liturgia barocca e patriottarda, martedì 3 febbraio scorso, Mattarella si è insediato alla presidenza della neonata Repubblica Borbonico-Pontificia d’Italia.

Borbonico-Pontificia perché con la sua elezione alla presidenza della Repubblica, la compagine centro-meridionale della classe politico-dirigente italiana ha …Continua

L’incompatibilità culturale esiste ed è un fatto naturale


antropologiaL’INCOMPATIBILITÀ CULTURALE ESISTE ED È UN FATTO NATURALE

L’homo sapiens è una specie, ossia un insieme d’individui interfecondi i quali, per quanto possano essere geneticamente diversi, accoppiandosi sono ancora in grado di generare individui a loro volta fertili. In genetica, una popolazione, come quella degli indios dell’Amazzonia, è invece un gruppo d’individui appartenenti alla stessa specie (quella umana nel nostro esempio) che vivono in un territorio definito e attingono per i loro geni a uno stesso pool genico, ossia a un particolare sottoinsieme del pool genico della specie. Questo sottoinsieme di geni contraddistingue tale popolazione dal resto delle popolazioni umane. Se al termine razza si attribuisse una valenza puramente genetica, priva di ogni accessione etnologica, esso collimerebbe esattamente con quello di popolazione sopra definito. Continue reading “L’incompatibilità culturale esiste ed è un fatto naturale”

Il futuro è l’indipendenza dei popoli


IL FUTURO È L’INDIPENDENZA DEI POPOLI

Nel suo venteindependenziannale excursus politico la Lega è passata dal federalismo alla secessione, al federalismo fiscale, dopo il referendum del 2006, e all’autonomia del nord con la macroregione, dopo la caduta di Bossi e del cerchio magico. Da partito di protesta di duri e puri è passata a partito di governo, contaminatosi al contatto del malcostume politico della casta romana ed è giunta infine alle ramazze e al restyling di Maroni che ha messo in soffitta ampolle, elmi e Padania. Da partito trasversale che l’ha portata ad allearsi anche con la sinistra, si è avvicinata sempre più alla destra statalista partecipando agli ultimi governi Berlusconi con cui ne ha negoziato i programmi. Continue reading “Il futuro è l’indipendenza dei popoli”

Il referendum per la Padania: chi rischia di più?


La secessione del Nord

IL REFERENDUM PER LA PADANIA: CHI RISCHIA DI PIU’?

Dal 2009 in poi i sondaggi tra gli abitanti del nord se sarebbero stati favorevoli all’adesione della loro regione a uno stato indipendente di nome Padania, hanno dato risultati via via crescenti fino ad arrivare nel 2010 al 61% e (se interrogati sull’appoggio a una riforma dello stato italiano in senso federale) all’80%. Pertanto, si ha ragione a dire che la Padania non esiste come entità politica. Essa, infatti, è un’entità politico-amministrativa ideale, esattamente com’era l’Italia nel cuore dei patrioti dell’ottocento, quando invece per il Metternich, Penisola Italica era solo un’espressione geografica che s’incontrava nelle cartine fisiche dell’epoca e non in quelle politiche. Continue reading “Il referendum per la Padania: chi rischia di più?”