I diritti dei gay


Gay-Pride-ParataMilitareI DIRITTI DEI GAY

L’altro giorno, in un blog che ho frequentato navigando in internet, ho letto un post che difendeva i gay dalle discriminazioni e dai soprusi che essi subirebbero assieme a altre minoranze non specificate in fatto di diritti civili. «I gay esistono, non scelgono di esserlo» affermava l’autore del post, sostenendo che sono «gente che vuole solo farsi i cazzi propri» e in tutti i sensi, specificava spavaldo tra parentesi, per non lasciare dubbi sul significato anche non figurato del termine “cazzi”.

«Che senso hanno allora tutte queste manifestazioni dei gay-pride», chiedevo all’autore del post in un commento, aggiungendo «Anche un eterosessuale sterile non ha scelto di esserlo, eppure non va in piazza a ostentare con orgoglio la sua condizione facendo uno sterile-pride, ma perfino nei paesi in cui è concesso loro adottare bambini (alla pari delle coppie etero) i gay insistono con queste carnevalate fuori stagione. Ma perché?» …Continua

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Jus soli e clandestinità


Carrette del mareJUS SOLI E CLANDESTINITA’

Che dire dell’abolizione del reato di clandestinità attuata dalla Commissione Giustizia del Senato sull’onda emotiva delle recenti stragi di migranti nel Canale di Sicilia e della di poco precedente risoluzione approvata dal Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna di concedere la cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia da cittadini stranieri, magari da estendere poi anche a quelli nati in Italia da stranieri clandestini? Continua a leggere “Jus soli e clandestinità”

Non é questione di banane, nella “Repubblica delle banane”


repubblica delle bananeNON É QUESTIONE DI BANANE, NELLA “REPUBBLICA DELLE BANANE”

“Mai nessuno che se la stupri”, aveva detto la consigliera leghista padovana Valandro riguardo alla Kyenge. Per i giudici è istigazione a delinquere e razzismo, ma non è questione di agitare o lanciare banane per scherno che anzi fanno bene a tutti a tutti i primati, uomo compreso, bianco o nero che sia, e non si stratta di augurare lo stupro a nessuno. L’intenzione della Valandro, ovviamente mal espressa, era evidentemente quella di far intendere come la drammaticità di certe situazioni la si comprenda appieno solo quando si è colpiti da vicino, se non di persona. Ad esempio, quanti in Italia muoiono per incidente stradale e nessuno di noi ci fa ormai più caso, perché  pensiamo che a noi non ci capiterà mai, ma basta che l’incidente interessi un parente che subito la percezione ovviamente cambia. Continua a leggere “Non é questione di banane, nella “Repubblica delle banane””