Una costituzione carente e ammiccante a sinistra

La chiamano “La Costituzione più bella del mondo”, ma davvero lo è? Penso proprio di no. C’è un vulnus o meglio un peccato originale che la rende insufficiente e partigiana.


CostituzioneItalianaUNA COSTITUZIONE CARENTE E AMMICCANTE A SINISTRA

La chiamano, con presunzione e ostentazione, “La Costituzione più bella del mondo”, ma davvero lo è? Penso proprio di no. C’è un vulnus o meglio un peccato originale che la rende insufficiente e partigiana; quest’ultimo, partigiano, è il termine che meglio la definisce e che prova l’esistenza in essa di un peccato originale; sì, poiché essa è stata redatta dalla Democrazia Cristiana assieme ai rappresentanti ideologici dei partigiani comunisti, che, quanto a crimini ed esecuzioni sommarie in Italia, non son stati meno feroci dei fascisti, se non più.

A ben vedere, i fascisti italiani, come del resto tutti i collaborazionisti dell’Europa invasa dai nazisti, hanno avuto la sola colpa, grave e indelebile, di aver aiutato i nazisti tedeschi a rastrellare ebrei e rom per consegnarli a loro; ma è sui nazisti e i loro boia (SS e Gestapo) che grava concretamente lo sterminio di circa sei milioni di persone, mediante esecuzioni programmate.

È stato giusto inserire nella Costituzione italiana il reato di ricostituzione del partito fascista? Indubbiamente sì, ma nel resto del mondo, già in quegli anni, i regimi comunisti si macchiavano di altrettanti crimini contro l’umanità.

Il comunista Stalin, che i colleghi italiani conoscevano bene e amichevolmente chiamavano “baffone”, con le sue “grandi purghe” si era reso responsabile per la morte di più di tre milioni di persone. Ciononostante, i comunisti nostrani, che ambivano salire al potere per costituire il regime del proletariato, in quegli anni rivolgevano agli avversari politici la nota minaccia “Ha da venì baffone”.

Di fatto, queste malefatte comuniste si conoscevano già allora, sebbene non come dopo le denunzie di Solzhenitsyn; ciononostante, ai banchi dell’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, nel luglio del 1946 sedevano anche i gerarchi del partito comunista italiano, a dare la loro impronta partigiana e illiberale alla Carta, a garantire la presenza e la legittimità di un’ideologia altrettanto totalitaria e liberticida di quella fascista, con conseguenze che sarebbero state poi gravi per la pacifica convivenza degli italiani e che si protraggono purtroppo tuttora, con ridicole fantasie di un ritorno del fascismo da parte di certa sinistra nostalgica.

Il virus comunista, inoculato nella Costituzione italiana, ha permesso lo sviluppo di un sistema di potere di cui certa magistratura fa parte. Tale sistema fa vivere gli italiani in un clima da dopoguerra senza fine, che nasconde le foibe e impedisce la riconciliazione, ma consente alla sinistra di screditare perpetuamente gli avversari politici con infodate accuse di fascismo; un clima torbido che si è perfino propagato fuori dai confini italiani, con accuse di fascismo rivolte a Trump, presidente di un paese che, diversamente dai nostri osannati partigiani comunisti, non ha fatto distinzione tra nazi-fascismo e comunismo, combattendoli entrambi.

C’è una sinistra, quella dei centri sociali, cui evidentemente prudono le mani, che periodicamente s’inventa degli avversari fascisti, pur di arrivare allo scontro armato e che pare ansiosa di aprire una nuova stagione di brigatismo rosso; ma c’è anche una sinistra parlamentare e mediatica che, da allora, ha sempre usato furbescamente le accuse di fascismo e razzismo come clavi da sventolare alla cieca contro gli avversari politici di turno.

Accuse così insistenti da far credere alle migliaia di giovani sprovveduti del Movimento delle sardine, che ora il pericolo fascista e razzista sia Salvini, perché egli pretende un’immigrazione legale, controllata e legata alle quote flussi, piuttosto che alle mortifere attraversate del Mediterraneo, fatte senza alcun documento d’identificazione; o perché egli chiede agli italiani il loro voto democratico per ottenere più poteri, grazie a una maggioranza stabile e coesa, e così mantenere le promesse che non era riuscito a portare a termine durante il governo gialloverde a causa dell’opposizione interna grillina.

Ma ora, queste “sentinelle antifasciste”, in questo mondo globalizzato, dove si conosce tutto di tutti, non vedono che il fascismo è morto e sepolto? Non vedono che le infamie dei regimi comunisti dai tempi di Stalin sono invece continuate e si protraggono fino ai nostri giorni? Non vedono che il comunismo ha causato la morte di un numero di persone almeno sei volte maggiore rispetto al numero delle morti provocate dai regimi nazi-fascisti, facendo così guadagnare ai comunisti la fama di maggiori sterminatori del genere umano?

Mao Tse-tung, si stimano trenta milioni di morti grazie alla sua riforma agraria; Pol Pot, tre milioni di morti perpetrati dai suoi khmer rossi; a questi numeri vanno poi aggiunte le vittime del regime coreano del nord, dell’idolatrato Che Guevara, del cubano Fidel Castro e del regime venezuelano, sperando che a breve non si debbano anche aggiungere innumeri vittime a Hong Kong. Il punto d’arrivo dell’ideologia comunista è sempre e ovunque stato lo stesso: perdita delle libertà e sterminio degli oppositori.

Di fronte a questo inoppugnabile dato, forse sarebbero più utili in Italia delle sentinelle anticomuniste, che veglino sulla strisciante deriva illiberale, forcaiola e vessatoria ora in corso. Forse sarebbe il caso di emendare quanto prima la costituzione italiana, parificando il comunismo al fascismo e negando a entrambi la possibilità di ricostituirsi; sarebbe un buon segnale, chiaro e forte contro gli opposti estremismi, un richiamo a separare le idee dalle persone che le appoggiano e ripristinare la normalità delle relazioni interpersonali, ora avvelenate dall’odio reciproco. Invece cosa fa il governo Conte bis? Stanzia 400 mila euro per festeggiare il centenario della nascita del PCI con i soldi di tutti gli italiani. Non è questa la strada per la pace.

Se non si equiparano in Costituzione i crimini del comunismo a quelli del nazi-fascismo, ogni italiano intellettualmente onesto potrebbe ritenersi autorizzato a non giurare su una costituzione che continua a strizzare l’occhio ai centri sociali e a certa magistratura piuttosto ideologizzata che periodicamente entra a gamba tesa nella politica.

Se non si condannano gli opposti estremismi, i banchi di sardine, che tanto denunciano l’odio politico, saranno continuamente costretti a muoversi imprevedibilmente da un lato all’altro per sconcertare i loro predatori; ammesso che le sardine stesse non siano i predatori, sotto forma di banchi di piranha mascherati, accozzaglia di antagonisti, centri sociali, veterocomunisti, AMPI, cattocomunisti e ONG, molti di costoro organici, e con lucro, al sistema dell’accoglienza.

Un’accozzaglia di buonisti che difendono clandestini, abusivi, spacciatori e stupratori; dei parassiti che si ricordano delle leggi solo quando c’è da spremere con le tasse e, se non basta, incarcerare e confiscare i beni di chi lavora, produce e mantiene in vita questo paese marcio, impantanato e indebitato a causa di questa melma di debosciati.

Questi degenerati che rinnegano la famiglia, nemmeno il Pd e la sinistra riuscivano più a coalizzarli e riportarli sulle piazze a demonizzare Salvini. Le piazze rimanevano desolatamente vuote benché Pd e sinistra, orfani della classe operaia, rivolgessero le loro attenzioni ormai solo a migranti clandestini, jus soli e radical chic, con questi ultimi che difendono i clandestini soprattutto perché gli servono a domicilio la cocaina. Guanti grami, Bwana?

 

Non tutti i muri sono uguali


Persone che scavalcano il muro di Berlino
Persone che scavalcano il muro di Berlino

NON TUTTI I MURI SONO UGUALI

I muri servono in genere per impedire la violazione della propria casa o l’evasione di chi è in carcere, anche se ingiustamente detenuto. In Europa i cari compagni hanno costruito muri, a Berlino e altrove, per imprigionare delle persone che non la pensavano come loro, convinti di poterli “rieducare” al comunismo (un’ideologia dalle pretese globaliste, messe in atto con la creazione dell’Unione Sovietica). Ma alla rieducazione, questi eroi della libertà preferivano il rischio di una mitragliata vigliacca alle spalle nel tentativo di scavalcare quei muri, pur di scappare da quel manicomio globalista.

Gli eredi morali di quei comunisti soffocatori di libertà, capeggiati da Renzi e sostenuti (con vibrante vigore) dalla mummia Napolitano, …Continua

Guerra Santa, Globalizzazione e Buonismo


Guerra Santa, Globalizzazione e Buonismo

Attacco a Charlie Hebdo
Attacco a Charlie Hebdo

Quali sono le vere ragioni di ciò che è successo a Parigi con la decapitazione del settimanale satirico Charlie Hebdo e l’assassinio del suo direttore Stéphane Charbonnier, detto Charb e dei principali vignettisti, martiri moderni della libertà, trucidati dall’integralismo islamico? Alcuni invocano ragioni politiche e le ricercano nelle pieghe della storia più o meno recente, come i trattati di pace dopo la 1° Guerra Mondiale con i confini tracciati col righello nell’area medio-orientale, l’appoggio degli Stati Uniti dato ai Talebani per rintuzzare l’invasione sovietica dell’Afghanistan o il fallimento delle Primavere Arabe che in Siria ha favorito la nascita del Califfato islamico detto ISIS.

Alla base di questi ragionamenti sta l’idea malcelata che da sempre il Medio Oriente per ragioni tribali e/o religiose sia un vespaio, …Continua

Stop invasione


STOP INVASIONE

Migranti a Lampedusa
Migranti a Lampedusa

La sinistra di regime sta dispiegando al gran completo tutti i suoi pennivendoli non capacitandosi di come Salvini e movimenti apparentati abbiano potuto radunare quasi cinquantamila persone nelle manifestazioni ‘Stop Invasione’ dei giorni scorsi, mentre antagonisti dei centri sociali e la mummia Landini solo qualche migliaio di stralunati rancorosi. Mamma mia, è tornata la Lega, dicono, ma quelle di Salvini sono orde barbariche fascio-leghiste (neologismo scontato) addirittura peggiori di quelle Bossiane che, poverine, volevano solo la secessione padana. In fondo, il duo Maroni-Bossi era pur sempre una costola della sinistra, compagni che sbagliavano ma fuori dubbio antifascisti.

Invece questo Salvini, anche se nel parlamento padano era entrato come esponente comunista …Continua

Jus soli e clandestinità


Carrette del mareJUS SOLI E CLANDESTINITA’

Che dire dell’abolizione del reato di clandestinità attuata dalla Commissione Giustizia del Senato sull’onda emotiva delle recenti stragi di migranti nel Canale di Sicilia e della di poco precedente risoluzione approvata dal Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna di concedere la cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia da cittadini stranieri, magari da estendere poi anche a quelli nati in Italia da stranieri clandestini? Continua a leggere “Jus soli e clandestinità”

Il partito unico italiano dello statalismo


Lo Stato italiano, una balena spiaggiata
Lo Stato italiano, una balena spiaggiata

IL PARTITO UNICO ITALIANO DELLO STATALISMO

L’Italia è un paese poco liberale, poco democratico e poco socialista ma soprattutto profondamente e inguaribilmente statalista. Infatti, se per liberalismo politico s’intende lo Stato di Diritto (uguaglianza formale dei cittadini e diritti civili) in teoria siamo quasi tutti liberali in Italia. Credevamo che tutti potessero essere intercettati telefonicamente, eppure  la CC ha ritenuto che Napolitano non potesse esserlo decretando la distruzione delle intercettazioni a suo carico e configurando con ciò quella che potremo chiamare immunità in aeternum per i presidenti della repubblica italiana. Continua a leggere “Il partito unico italiano dello statalismo”

Articolo 18 e mobilità


Casa mobile

ARTICOLO 18 E MOBILITÁ

CGIL e FIOM, arroccatesi nelle posizioni guadagnate “sul campo” all’inizio degli anni ’70, non intendono cedere sull’art. 18, ma cosa prevede esso? Prevede il reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo. Tuttavia, il giustificato motivo può essere soggettivo oppure oggettivo, per cui nella giurisprudenza sul licenziamento si distingue il licenziamento disciplinare (per giusta causa o giustificato motivo soggettivo) da quello non disciplinare (per giustificato motivo oggettivo) che include ad esempio la soppressione del posto di lavoro, l’introduzione di nuovi macchinari che richiedono minori interventi umani e l’affidamento di servizi a imprese esterne. Ma nella prassi, raramente il giudice avvalora queste motivazioni per cui, in questi casi, al lavoratore è di solito concesso il diritto di reintegro. Di fatto, le esigenze delle imprese e del sistema Italia di essere competitivi e concorrenziali nei mercati internazionali non sono mai tenute in conto dal giudice del lavoro. Continua a leggere “Articolo 18 e mobilità”

Le origini della crisi economica italiana


PIGS e crisi dell’Eurozona

LE ORIGINI DELLA CRISI ECONOMICA ITALIANA

Il mondo intero è ormai capitalista. La vittoria del capitalismo sul comunismo, sbloccando il mondo dalla condizione di stallo in cui si trovava, diviso tra i due blocchi contrapposti, ha permesso a molti paesi che si trovavano in condizioni di sottosviluppo, di emergere dalla povertà, pur con tutte le riserve legate a una distribuzione della ricchezza molto disuguale. Persino in quei paesi che si dicevano comunisti (la Cina o il Brasile di Lula) vigono ormali il capitalismo e il consumismo più sfrenati. Tuttavia se l’Italia si trova nella situazione attuale, la colpa non è solo del capitalismo e della globalizzazione. E’ soprattutto di quelli che un decennio fa, ci hanno fatto credere che l’entrata nell’eurozona (così com’era stata concepita a Maastricht) e nel mercato globale ci avrebbero portato solo grandi vantaggi economici. Continua a leggere “Le origini della crisi economica italiana”

Pagare il debito pubblico o il Default?


PAGARE IL DEBITO PUBBLICO O IL DEFAULT?

In questo momento di crisi, i paesi virtuosi dell’Eurozona nord europea e principalmente Francia e Germania, giustamente, non sono per niente propensi a mantenere quelli spreconi e improduttivi del sud e trainare da soli l’economia europea senza che questi ultimi, rinunciando in parte alla loro sovranità nazionale, non accettino di predisporre dei piani di rientro dal debito, supportati da necessarie e profonde riforme strutturali periodicamente verificate da autorità europee sovranazionali. Continua a leggere “Pagare il debito pubblico o il Default?”

Un federalismo liberista come antidoto al secessionismo e alla cultura mafiosa


Federalismo = Egoismo?
Federalismo = Egoismo?

UN FEDERALISMO LIBERISTA COME ANTIDOTO AL SECESSIONISMO VENETO E ALLA CULTURA MAFIOSA

Si dice che molti e veneti siano razzisti o comunque diffidino dei meridionali e che votino Lega Nord per ragioni puramente economiche, ossia per difendere egoisticamente i propri interessi, pronti per questo alla secessione, se servisse. Tuttavia, sebbene l’aspetto etnico ed economico esistano e siano spesso inestricabili, non è giusto ridurre l’interpretazione della realtà in termini così lapidari e non valutare nemmeno se l’ipotesi di un federalismo liberista (che non esclude il permanere di servizi sociali primari statali accanto a forme privatistiche) non possa essere, in questi tempi di globalizzazione dei mercati, una soluzione congiunta della questione settentrionale e meridionale e un antidoto alle tentazioni secessioniste. E’ per tali ragioni che mi accingo a proporre all’attenzione dei lettori, del sud e del nord, le seguenti riflessioni. Continua a leggere “Un federalismo liberista come antidoto al secessionismo e alla cultura mafiosa”