Il declino italiano (il “Bignami” degli ultimi 50 anni d’Italia)


Un declino che viene da lontano

IL DECLINO ITALIANO
(IL “BIGNAMI” DEGLI ULTIMI 50 ANNI D’ITALIA)

Gli anni ’60 sono stati quelli del boom economico italiano. Allora, ancora non esisteva lo Statuto dei Lavoratori ma alcune conquiste (lavoro minorile, durata della giornata lavorativa, diritti di associazione sindacali e di sciopero, normative antinfortunistiche e assicurative, divieto di mediazione del lavoro) già limitavano l’imprenditoria italiana che non godeva certo della disinvoltura con cui gli attuali imprenditori cinesi o indiani gestiscono i propri lavoratori dipendenti sia sul piano dei loro diritti, sia su quello salariale. Tuttavia, grazie alla disponibilità di lavoro che si ebbe con l’introduzione delle macchine in agricoltura, gli imprenditori del triangolo industriale Milano-Torino-Genova trasformarono l’Italia, da paese sostanzialmente rurale qual era, in un paese industriale e masse di contadini, soprattutto provenienti dal sud, in masse operaie dell’industria e dell’edilizia. Continua a leggere “Il declino italiano (il “Bignami” degli ultimi 50 anni d’Italia)”

Pagare il debito pubblico o il Default?


PAGARE IL DEBITO PUBBLICO O IL DEFAULT?

In questo momento di crisi, i paesi virtuosi dell’Eurozona nord europea e principalmente Francia e Germania, giustamente, non sono per niente propensi a mantenere quelli spreconi e improduttivi del sud e trainare da soli l’economia europea senza che questi ultimi, rinunciando in parte alla loro sovranità nazionale, non accettino di predisporre dei piani di rientro dal debito, supportati da necessarie e profonde riforme strutturali periodicamente verificate da autorità europee sovranazionali. Continua a leggere “Pagare il debito pubblico o il Default?”

Le sinistre riunite a Milano


pisapia
Giuliano Pisapia, candidato della sinistra al Comune di Milano

LE SINISTRE RIUNITE A MILANO

Che le sinistre riunite possano conquistare il municipio di Milano, da leghista, è una cosa che mi preoccupa relativamente, anche se preferirei il contrario. Il gran simpaticone di Pisapia, come un viagra neuronico, ha fatto rialzare cadaveri imbalsamati e rinvigorire vecchi rimbambiti dal loro torpore, in catalessi dopo l’uscita dalle scene del buon Bertinotti. Parlano di primavera di un nuovo ciclo. Tanta è la spocchia, che più che alla primavera sembra un ritorno ai grigi autunni degli anni settanta, quando c’era l’incubo di doversi leggere il Capitale di Marx per non essere considerato un deficiente. Continua a leggere “Le sinistre riunite a Milano”