CHI SONO

Sono un pacifista veneto che va fiero delle proprie radici storico-culturali e ama vivere nel territorio in cui é nato. Il mio sogno é che tutti possano vivere in pace e con dignità dove sono nati perché sono convinto che raramente l’emigrazione sia una scelta ma quasi sempre una necessità. Non importa il colore della pelle, chi scappa da guerre e miseria sarà sempre ben accolto nelle mie terre se onesto, mite e di buona volontà. Non faccio sconti a Caino perché non é lui la vittima e perché credo che fare il bene o il male sia una scelta libera.

2 thoughts on “CHI SONO”

  1. “Non importa il colore della pelle” .. non credo sia la linea della Lega.
    Se e’ una necessità converrai con me che accanirsi con chi si e’ trasferito per necessità (e non per scelta) e’ proprio una crudeltà gratuita.

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    1. Secondo un recente sondaggio, pubblicato venerdì 20 corrente mese dal Gazzettino di Venezia, se il Veneto, come la Scozia, indisse un referendum per la propria indipendenza, il 53% degli aventi diritto al voto ne sarebbe favorevole. L’analisi del voto in base al luogo di nascita mostra che sarebbero favorevoli il 53,8% dei nati in Veneto, il 53% dei nati in altre regioni del nord, il 39,6% dei nati al centro-sud e, sorpresa (ma non per me) il 55% dei nati in paesi stranieri (comunitari e non).
      Questo dimostra come i Veneti siano da sempre un popolo che accoglie e integra gli immigranti al punto che questi s’immedesimano nella nostra cultura e società condividendone le aspirazioni e le attese, che ora sono per buona parte interpretate dalla Lega e dai partiti autonomisti. Non a caso s’incontrano nel Veneto anche sindaci e amministratori leghisti di colore.
      Pertanto non c’è nessun accanimento della Lega contro gli immigrati ma la consapevolezza che l’immigrazione deve essere un fenomeno controllato, affinché si possa garantire dignità e lavoro agli immigrati “onesti, miti e di buona volontà”.
      Per certi versi è comprensibile che non sia anche la maggioranza degli immigrati dal centro-sud a sentire come sua patria il Veneto più che l’Italia.
      Quelli che pensano, un domani, di tornare a vivere a sud non vorrebbero lasciare il Veneto come si lascia il Belgio, la Francia o la Germania, per quanto paesi comunitari ma, comunque, finché il mezzogiorno non cambia, sono pochi quelli che, di fatto, tornano.

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