Ecco perché conviene dividere l’italia


ECCO PERCHÉ CONVIENE DIVIDERE L’ITALIA

cartina-italia-politicaL’Italia si è impegnata con l’UE a riportare il debito pubblico al 60% del Pil (fiscal compact) ripagando la quota eccedente in vent’anni dal 2015 con rate annuali pari al suo 5%, allo stato dell’arte circa 60 miliardi all’anno, ma che potrebbero diventare molti di più se la recessione continuasse in conseguenza di un ulteriore calo del Pil. Ma neanche la più rosea delle previsioni, come una crescita del Pil al 3% accompagnata da un euro più debole, farebbe cambiare la sostanza per gli italiani, se non, forse, dei drastici interventi shock quali la messa in mobilità di mezzo milione di dipendenti pubblici che però nessun governo in Italia oserebbe neppure proporre. Non bastasse, nei prossimi tre anni l’Italia dovrà pure completare il finanziamento dei 125 miliardi al MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) indebitandosi per versare complessivamente nelle sue casse altri 75 miliardi di euro dopo averne già versate due rate di 25 miliardi nei primi due anni dalla sua approvazione. …Continua

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Elezioni Europee, Lega Nord e Indipendenza Veneta


ELEZIONI EUROPEE, LEGA NORD E INDIPENDENZA VENETA

Nel parlamParlamento_Europeoento europeo ci sono più indipendentisti di sinistra che di destra e stanno tutti nel gruppo dei Verdi – Alleanza Libera Europea (corsi, scozzesi, gallesi, valloni, fiamminghi, catalani e lettoni) che accettano solo indipendentisti di orientamento progressista. La Lega Nord per l’indipendenza della Padania, sebbene abbia nel suo DNA delle componenti operaie di sinistra, di fatto è sempre stata un partito di destra e nel parlamento europeo si è pertanto collocata nel gruppo degli euroscettici, ossia Europa della Libertà e della Democrazia, dove c’è anche Magdi Allam, con il suo partito “Io amo l’Italia“, che porta avanti la sua personale battaglia contro l’integralismo islamico e il multiculturalismo. Essendo un musulmano convertito al cristianesimo, ossia un apostata per cui l’Islam prevede la pena di morte, Allam è costantemente seguito da una scorta di sei uomini su tre auto blindate. Continua a leggere “Elezioni Europee, Lega Nord e Indipendenza Veneta”

Il futuro è l’indipendenza dei popoli


IL FUTURO È L’INDIPENDENZA DEI POPOLI

Nel suo venteindependenziannale excursus politico la Lega è passata dal federalismo alla secessione, al federalismo fiscale, dopo il referendum del 2006, e all’autonomia del nord con la macroregione, dopo la caduta di Bossi e del cerchio magico. Da partito di protesta di duri e puri è passata a partito di governo, contaminatosi al contatto del malcostume politico della casta romana ed è giunta infine alle ramazze e al restyling di Maroni che ha messo in soffitta ampolle, elmi e Padania. Da partito trasversale che l’ha portata ad allearsi anche con la sinistra, si è avvicinata sempre più alla destra statalista partecipando agli ultimi governi Berlusconi con cui ne ha negoziato i programmi. Continua a leggere “Il futuro è l’indipendenza dei popoli”

Non è un buon inizio per il M5S


Vito Crimi
Vito Crimi

NON È UN BUON INIZIO PER IL M5S

Non si capisce proprio il “voto di coscienza” di quei 14 indisciplinati grillini che nel votare Piero Grasso alla presidenza del Senato hanno rivisitato l’antica e vituperata istituzione del “franco tiratore”. Se l’obiettivo del M5S, palese per la gran parte degli opinionisti, è di spingere all’inciucio Pdl e Pdl-l per puntare alle inevitabili conseguenti elezioni anticipate e a un nuovo balzo in avanti nei consensi, quale miglior occasione non sarebbe stata quella di assistere neutrali al logico consumarsi di questo inciucio già nella ridistribuzione delle cariche parlamentari con l’elezione di Renato Schifani del Pdl al Senato dopo quella di Laura Boldrini di Sel alla Camera? Continua a leggere “Non è un buon inizio per il M5S”

Il declino della democrazia


MYSTERY BABYLON THE GREAT=THE BILDERBERG GROUP

IL DECLINO DELLA DEMOCRAZIA

Quando i popoli sono oppressi, si dice, hanno il diritto di ribellarsi. La questione è capire se gli oppressi hanno la coscienza reale di esserlo, altrimenti nessuno darà inizio alla ribellione. Se la tirannia non è conclamata e si vive più una fase di strisciante declino della democrazia, la gente crede ancora che la situazione possa migliorare e che la democrazia non sia in pericolo, anche se, come in molti paesi d’indubbia democraticità, ormai quasi la metà degli aventi diritto al voto si astenga. Continua a leggere “Il declino della democrazia”

Il corrispondente a Roma del Diario Basco snobba la Lega


I Paesi Baschi

IL CORRISPONDENTE A ROMA DEL DIARIO BASCO SNOBBA LA LEGA

Il quindici novembre scorso, all’indomani dell’insediamento del governo Monti, il corrispondente a Roma del Diario Basco “postava” il seguente articolo nel sito dello stesso quotidiano: La Lega Nord convoca il Parlamento della Padania – DOMÍNGUEZ, Roma,15.11.11
http://www.diariovasco.com/v/20111115/mundo/liga-norte-convoca-parlamento-20111115.html Continua a leggere “Il corrispondente a Roma del Diario Basco snobba la Lega”

Il referendum per la Padania: chi rischia di più?


La secessione del Nord

IL REFERENDUM PER LA PADANIA: CHI RISCHIA DI PIU’?

Dal 2009 in poi i sondaggi tra gli abitanti del nord se sarebbero stati favorevoli all’adesione della loro regione a uno stato indipendente di nome Padania, hanno dato risultati via via crescenti fino ad arrivare nel 2010 al 61% e (se interrogati sull’appoggio a una riforma dello stato italiano in senso federale) all’80%. Pertanto, si ha ragione a dire che la Padania non esiste come entità politica. Essa, infatti, è un’entità politico-amministrativa ideale, esattamente com’era l’Italia nel cuore dei patrioti dell’ottocento, quando invece per il Metternich, Penisola Italica era solo un’espressione geografica che s’incontrava nelle cartine fisiche dell’epoca e non in quelle politiche. Continua a leggere “Il referendum per la Padania: chi rischia di più?”

L’onore delle armi alla Lega


Alberto da Giussano

L’ONORE DELLE ARMI ALLA LEGA

Se non fosse per il “golpe dei mercati”, la Lega Nord sarebbe ancora al governo, lottando con pervicacia per completare l’attuazione del federalismo fiscale, a fianco del Pdl e Berlusconi. Col suo voltafaccia, legittimo ma eticamente discutibile, Fini ha cambiato il proprio orientamento politico in corso di partita, tradito parte dei suoi ex-elettori di AN, scardinato il neonato PDL e l’alleanza con la Lega, un’alleanza che aveva un ampio margine nei numeri per giungere al termine naturale della legislatura, completando ogni punto del programma elettorale nel quale erano già incluse, assieme al federalismo fiscale, molte di quelle riforme strutturali che ora l’Europa ci chiede. Continua a leggere “L’onore delle armi alla Lega”

Le sinistre riunite a Milano


pisapia
Giuliano Pisapia, candidato della sinistra al Comune di Milano

LE SINISTRE RIUNITE A MILANO

Che le sinistre riunite possano conquistare il municipio di Milano, da leghista, è una cosa che mi preoccupa relativamente, anche se preferirei il contrario. Il gran simpaticone di Pisapia, come un viagra neuronico, ha fatto rialzare cadaveri imbalsamati e rinvigorire vecchi rimbambiti dal loro torpore, in catalessi dopo l’uscita dalle scene del buon Bertinotti. Parlano di primavera di un nuovo ciclo. Tanta è la spocchia, che più che alla primavera sembra un ritorno ai grigi autunni degli anni settanta, quando c’era l’incubo di doversi leggere il Capitale di Marx per non essere considerato un deficiente. Continua a leggere “Le sinistre riunite a Milano”