Ha ragione Boris Johnson?


index(2)HA RAGIONE BORIS JOHNSON?

Per evitare una strage due sono le possibili strade: abbassare il picco epidemico al livello della capacità del sistema sanitario e allungare i tempi dell’epidemia, il che si fa riducendo i contatti sociali, ma con pesanti conseguenze economiche; oppure innalzare la capacità del sistema sanitario al livello del picco epidemico, il che si fa investendo in posti letto, ospedali da campo, ventilatori e assunzione di ospedalieri a tempo determinato, senza causare così contraccolpi all’economia del paese.

Tuttavia per seguire questa seconda strada non solo bisogna prepararsi bene per tempo e spendere per affrontare gli inevitabili ricoveri di massa, ma tutto ciò in previsione di un determinato picco epidemico, che è presunto e nei fatti inevitabilmente sconosciuto a priori; e se esso fosse molto più alto delle previsioni?

Questa strada, se è quella che intende seguire Boris Johnson, non è dunque priva di rischi né garantirà una vera immunità di gregge, ma piuttosto un’immunità parziale, simile a quella della comune influenza. Questa immunità parziale richiederà comunque un vaccino, che andrà probabilmente adeguato annualmente per inseguire le mutazioni del virus, come avviene per quelli influenzali.

Forse la cosa migliore sarebbe mediare tra le due possibili strade, dando come si dice, “un colpo alla botte e un colpo al cerchio”. In ogni caso, Boris Johnson bene ha fatto a spaventare il paese, se consideriamo quali siano stati i frutti della sottovalutazione e sdramatizzazione in Italia, dove nei salotti televisivi contavano più i pareri degli psicologi contro la psicosi dilagante che i pareri di virologi ed epidemiologi.

Di fronte a queste possibili strade, quello che però vediamo fare dal governo Conte è il non senso assoluto, un brancolare stentato nel buio, un continuo tentennare, che rivela la mancanza di una precisa e chiara strategia. Il tutto evidenziato dall’ultimo vergognoso provvedimento, ossia l’accaparramento romano dei ventilatori, negati alla Lombardia, che si trova in un momento di grande difficoltà.

Un provvedimento questo, presumibilmente giustificato dalle possibili conseguenze dovute all’irresponsabile fuga, dal nord verso il centro-sud, dei meridionali che lavorano in Lombardia, facilitata però dal governo, colpevole di non aver voluto bloccare a suo tempo i trasporti pubblici.

Autore: Giuseppe Isidoro

Libero Pensiero Veneto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...