Disinformazione della virologa Capua a Tagadà


images(7)DISINFORMAZIONE DELLA VIROLOGA CAPUA A TAGADÀ

Secondo la virologa Capua, non c’è da preoccuparsi del Covid-19 perché muoiono solo vecchiotti malandati che sarebbero prima o poi morti lo stesso. Vien da pensare: con grande giubilo dell’INPS e di chi, anche pensando a certe mummie politiche, considera il virus come una forma di igene dei popoli.

Ma il punto è che se dopo non esser stati capaci d’impedire l’ingresso del Covid-19 in Italia, si fallisse anche la fase del suo contenimento e il virus dilagasse nell’Italia intera, il 30% degli italiani (circa 22 milioni di persone) potrebbe infettarsi e di questi il 30% (circa 9 milioni) dovrebbe essere ospitalizzato, una buona parte in rianimazione e con un 3% (quasi 3 milioni) di decessi, soprattutto malati terminali, pregressi e cronici, in gran parte anziani.

L’Italia è in grado di predisporre tutti i posti letto e le sale di rianimazione che servono o dovremo lasciare la gente a morire in casa o cadere morta per strada? È quindi vitale contenere il più possibile il contagio che, in attesa di cure e vaccino, può solo essere fatto, come ai tempi del Boccaccio, con l’isolamento e con la riduzione drastica dei contatti, anche a costo di gravi conseguenze economiche.

Diversamente, questo Covid-19 passerà alla storia come il virus dell’eutanasia e della pulizia geriatrica. Un disinteresse e disprezzo per gli anziani che diventa, questo sì, una vera forma di razzismo. Poi la Capua dice che la gran parte degli infetti stanno a casa con sintomi leggeri o asintomatici e che la loro crescita è solo dovuta al rilevante numero dei tamponi che si fanno, e non al virus.

Non è vero, il 30% degli infetti rintracciati è all’ospedale. Inoltre, la mortalità non è come per l’influenza, ossia del 2‰ ma come minimo del 3%; inoltre, dopo un migliaio di controlli attuati, gli infetti all’ospedale di Schiavonia non sono cresciuti, ma proprio perché si è agito con prontezza, trasportando subito le persone infette all’ospedale di Padova, così bloccando la diffusione iniziale del virus.

Qualcuno contesta che le proiezioni peggiori della diffusione del Covid-19 si basano sui dati cinesi, mentre le proiezioni basate sui dati del resto del mondo sarebbero meno drammatiche. Ma quando si fanno delle statistiche, è meglio farle su grandi numeri o piccoli? In realtà, solo la speranza che ci sia in giro, tanto in Cina che in Italia, una quantità rilevante di infetti asintomatici e inconsci può far pensare che la mortalita sia sostanzialmente più bassa.

Autore: Giuseppe Isidoro

Libero Pensiero Veneto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...