Le titubanze del Cavaliere


IMG_20190910_123135LE TITUBANZE DEL CAVALIERE

Un giorno sì e uno no Berlusconi ha istigato Salvini a staccare la spina del governo giallo-verde, solo per vederlo sbattere il naso contro il muro che avrebbe issato Mattarella e per incolparlo del governo più a sinistra che mai si sia visto.

In fondo, il Cavaliere, essendo ricattabile finanziariamente dalla troika e giuridicamente dalla magistratura rossa, ha già pagato in passato per aver sfidato l’UE con Tremonti, rischiando le proprie aziende e andando in galera. Ha capito la lezione di tedesco e francese e, obtorto collo, è diventato “europeista”, al punto da fondere la sua azienda con altre emittenti europee.

In sostanza, ora ha i suoi interessi da difendere in Europa e già considera l’Italia come una colonia franco-tedesca. Salvini, al contrario, è ricattabile solo dalla magistratura rossa e non per festini con le olgettine o per aver evaso le tasse, ma per aver difeso i confini del paese. E per questo, mandarlo in galera, ne farebbe un martire agli occhi della maggioranza degli italiani.

È comprensibile quindi l’atteggiamento del Cavaliere, piegatosi a più miti consigli. Lo dica chiaro, però, invece di cianciare sui distinguo con la destra sovranista. Non sia titubante, salti il fosso e si unisca finalmente all’attuale governo genuflesso alla Merkel e a Macron, per formare una grande ammucchiata di sottomessi giallo-rosso-azzurra. Ha forse paura di perdere qualche voto? Chi se ne frega, se la sua azienda raddoppierà il fatturato!

Ha forse paura di essere respinto sprezzantemente dai grillini, che già lo avevano escluso dal governo giallo-verde? C’è sempre la possibilità di una qualche fronda grillina, per i motivi più vari! Che egli miri a diventare l’ago della bilancia, in un sistema parlamentare sempre più orientato al proporzionale puro, l’hanno capito anche i sassi e per farlo bastano pochi punti percentuali.

Diversamente, se non vi sarà alcuna fronda nei grillini e se essi confermeranno il loro niet al Cavaliere, a Berllusconi e ai forzisti non resteranno che due opzioni: o collaborare alla lista unica “Salvini premier” o rimanere isolati e ininfluenti sulla scacchiera politica, come un cavallo fermo sul suo quadratino di partenza.

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