Non tutti i muri sono uguali


Persone che scavalcano il muro di Berlino
Persone che scavalcano il muro di Berlino

NON TUTTI I MURI SONO UGUALI

I muri servono in genere per impedire la violazione della propria casa o l’evasione di chi è in carcere, anche se ingiustamente detenuto. In Europa i cari compagni hanno costruito muri, a Berlino e altrove, per imprigionare delle persone che non la pensavano come loro, convinti di poterli “rieducare” al comunismo (un’ideologia dalle pretese globaliste, messe in atto con la creazione dell’Unione Sovietica). Ma alla rieducazione, questi eroi della libertà preferivano il rischio di una mitragliata vigliacca alle spalle nel tentativo di scavalcare quei muri, pur di scappare da quel manicomio globalista.

Gli eredi morali di quei comunisti soffocatori di libertà, capeggiati da Renzi e sostenuti (con vibrante vigore) dalla mummia Napolitano, facendo di ogni muro una muraglia, accusano ora gli stati dell’ex Unione Sovietica come Polonia, Ungheria, paesi baltici, Repubblica Ceca, Slovacchia e Bulgaria, che si sono liberati da quel nefasto carcere sovietico causandone la caduta, di essere nel torto quando alzano dei muri e stendono del filo spinato per difendersi dall’invasione musulmana, mischiata all’emergenza umanitaria, che rischia di cancellare le loro identità culturali.

Questi paesi, che hanno resistito con coraggio all’omologazione sovietica, si vorrebbero ora piegati al rimescolamento razziale pontificato da buonisti e mondialisti occidentali. Non c’è verso, l’ideologia del globalismo è come una piovra, le tagli un tentacolo, ne appare un altro. Perché, per i suoi fanatici adepti è così immorale voler vivere in pace a casa propria, separati dagli estranei? Perché si vuole obbligare le genti a mescolarsi accogliendo chi è diverso per omologarlo e imporgli un’integrazione difficile e non necessaria? Perché, imponendo le proprie idee agli altri, si vuole esportare democrazia e “diritti civili o sociali” a chi non li desidera affatto?

Evidentemente boldriniani e affini, che come cani molecolari fiutano razzisti in ogni canto, si ritengono portatori di valori superiori e con fanatismo a loro volta razzista lo fanno pesare, imputando al naturale sentimento patrio o di appartenenza etnica e territoriale, mistificato come patriottardo, la colpa di ogni male umano. Questa è la risposta a quei perché ed anche un chiaro paradosso. Tale risposta rivela in queste persone una visione e delle scelte puramente ideologiche, spacciate per necessario adeguamento ai tempi.

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Autore: Giuseppe Isidoro

Libero Pensiero Veneto

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