Il caos in Egitto e la schizofrenia della sinistra italiana


Caos in EgittoIL CAOS IN EGITTO E LA SCHIZOFRENIA DELLA SINISTRA ITALIANA

Premesso che il fenomeno emigratorio va controllato e regolato e che chi va a vivere in un altro paese ne deve accettare regole e comportamenti, altrimenti si trasforma in occupante e invasore, esiste una singolare affinità tra quanto avvenuto in Italia in maniera subdola e incruenta e quanto sta accadendo in Egitto, in maniera aimè tragica e barbara.

In Italia, fino a poco più di un anno fa governava una maggioranza di destra, guidata dal discusso Berlusconi ma democraticamente eletta e che intendeva riformare la costituzione italiana. Tuttavia, una serie di eventi che poco hanno a che fare con la democrazia (pressione dei mercati e azioni palesi di una parte della magistratura italiana schierata e santificata a sinistra) hanno creato le condizioni per cui tale maggioranza fosse scalzata e ora eliminato politicamente il suo leader, anche se più di qualcuno gli augura di esserlo anche fisicamente, vista l’età, nel corso della sua molto probabilmente prossima ibernazione politica.

In Egitto, una maggioranza d’ispirazione religiosa tradizionalista, i Fratelli Musulmani, che non si sbaglierebbe molto a definirla di destra e che guidata dal suo leader politico Morsi intendeva introdurre nella costituzione i principi della Sharia, è stata destituita in seguito alle rivolte di piazza, messe in atto dalla minoranza egiziana ispirata ai valori occidentali (soprattutto dei partiti di sinistra come laicismo, diritti delle donne e degli omosessuali) e sostenute dai militari.

In entrambi i casi, sembra che le regole democratiche valgano solo se a vincere le elezioni sia una certa parte che per semplicità potremmo chiamare “socialista o democratica progressista” e sembra che ci sia una lunga mano che decide quale debba essere il corso degli avvenimenti. Una differenza evidente è che mentre in Italia questa lunga mano ha avuto buon gioco (ormai siamo un popolo sazio, imbelle e votato al pacifismo, anche di fronte a palesi torti e ingiustizie) in Egitto, dove c’è tanta gente che non ha molto da perdere in cambio del paradiso islamico, queste interferenze occulte non sembrano dare l’esito sperato.

Per quanto il leader dei moderati laici, a seguito della cruenta repressione militare, si sia giustamente e opportunamente dimesso dal governo imposto dai generali che sovvertiva l’esito delle elezioni, l’intellighenzia di sinistra italiana tace. Le sue teste pensanti sono in tilt, conseguenza dei cortocircuiti neuronali che tali avvenimenti caotici hanno indotto nei loro fini cervelli, ma la schizofrenia della sinistra sarà presto evidente a tutti.

In Italia, infatti, la sinistra ha usurpato Berlusconi (democraticamente eletto) grazie alle interferenze della magistratura schierata, e difende i diritti della minoranza musulmana (clandestini inclusi) tra cui quello di praticare la Sharia secondo le loro tradizioni e usanze, ma in Egitto condanna i Fratelli Musulmani (che sono in maggioranza) perché fideisti, misogini e omofobi e tuttavia ne prenderà di sicuro le difese (anche se essi attaccano indiscriminatamente i cristiani incendiandone le chiese) perché repressi duramente dai militari e per aver vinto regolarmente le elezioni. E’ noto, la sinistra è per principio ostile ai militari se non sono combattenti comunisti, stile Fidel Castro e Che.

In Egitto, i militari si sono erti a giudici brutali e arbitrari della disputa tra moderati e fratellanza musulmana e in Italia la Magistratura (guidata dalla passionaria e martire vivente del laicismo statalista, Santa Ilda Boccassini da Napoli) ha svolto lo stesso ruolo tra destra e sinistra, in maniera formalmente corretta e asettica, ma in sostanza altrettanto eversiva sul risultato delle urne.

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Autore: Giuseppe Isidoro

Libero Pensiero Veneto

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