I rimborsi spese


Lo sceriffo di Nottingham
Lo sceriffo di Nottingham

I RIMBORSI SPESE

 

E’ dura non approfittare quando si hanno degli illustri esempi. Di fronte all’opportunità del rimborso spese forfettarie (anche a piè di lista) che si tratti di statale o politico, dal più umile al più altolocato non ce n’è nessuno che si salvi. Si va dallo statale in missione fuori sede che chiede al ristorante di fatturargli il massimo cui ha diritto (pur mangiando meno del valore fatturato) per dividersi il resto col ristoratore, al caso emblematico di Napolitano (quando era parlamentare europeo).

 

Nel 2004 l’allora europarlamentare Giorgio Napolitano fu tallonato da un giornalista tedesco sullo scandalo dei rimborsi spese di viaggio: per un volo Roma-Bruxelles di 90 euro, Napolitano ha ottenuto un rimborso di 800 euro, più altri 80 per il taxi e 268 come indennità di missione. Il video andato in onda in prima serata sulla tv tedesca il 17 marzo 2004 è stato trasmesso e diffuso in Italia solo nel novembre 2009.

 

In Svizzera, gli equivalenti di Napolitano o Monti, vanno in giro in bicicletta (non hanno salari da nababbi né rubano per cui non hanno nulla da temere né dai ladri di strada né da cittadini imbestialiti). Da noi invece ricevono salari e pensioni vergognosi e rubano al popolo come sceriffi di Nottingham (e per questo devono guardarsi alle spalle e viaggiare col corteo di auto blu scortate da poliziotti in motocicletta, accrescendo ulteriormente i costi per lo Stato).

 

Napolitano, al Quirinale, ha più dipendenti che la regina Elisabetta II d’Inghilterra, che il re di Spagna, che il presidente Usa e che l’imperatore del Giappone, ma i finanzieri vanno a contare i peli sul sedere dei consiglieri lombardi. Una regione, quella lombarda che ha un residuo fiscale di 50 miliardi di euro annui a favore dello Stato italiano, con cui sono mantenuti Napolitano, il Quirinale e tutti i finanzieri e motociclisti al seguito.

 

C’è qualcosa che non quadra, solo dei cretini potevano pensare che quei ridicoli acquisti auto certificati e che dovevano obbligatoriamente essere documentati con delle pezze giustificative (scontrini) non corressero il rischio di essere verificati un giorno da qualcuno di dovere, specie con l’allettante possibilità di screditare la presunta onestà dei rappresentanti leghisti. Ben gli sta a quegli asini golosi. Purtroppo sembra che (come in tante altre regioni) fossero la maggioranza e il danno d’immagine che costoro hanno procurato al movimento leghista, va ben oltre alle loro spesuccie personali.

Tuttavia, giacché i ladri, purtroppo, non hanno mai rischiato l’estinzione, ognuno si tenga i propri. A noi quelli di pasticcini (che baderemo a mettere a dieta) a loro gli “impostori” (di tasse e di nome) legalizzati dallo stato italiota (di cui non vogliamo far parte) a spremere il nord. Indipendenza padana subito.

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Autore: Giuseppe Isidoro

Libero Pensiero Veneto

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