L’Europa dei Popoli


Il Prof. Mario Monti
Il Prof. Mario Monti

L’EUROPA DEI POPOLI

Monti ha proposto a Van Rompuy “un incontro tra i capi di Stato e di Governo dell’Unione europea, per discutere su come agire per evitare che rinascano all’interno dell’Ue risentimenti, tensioni, a seguito per esempio della crisi dell’Eurozona”. “E’ molto importante – ha detto il presidente del Consiglio – avere occasioni come questa a Sarajevo, per essere sempre tenuti vigili sul fatto che mai la convivenza pacifica, armoniosa, costruttiva é acquisita per sempre e quindi ci vuole una manutenzione psicologica e politica continua, che in questo momento in tutta Europa è importante”. Le rivendicazioni recenti della Grecia riguardo ai risarcimenti per i danni causati dall’esercito tedesco nella 2° Guerra Mondiale sono un esempio fin troppo chiaro di questi risentimenti che rinascono, tuttavia Monti dovrebbe ricordare alcune cose.

L’Eurozona è un club di paesi indipendenti i cui cittadini, tramite i loro Governi, solo in apparenza hanno aderito volontariamente alla moneta unica, tranne i casi in cui si è svolto un referendum popolare. Francia e Germania non avrebbero costituito l’Eurozona senza la partecipazione dell’Italia per cui nel 1999 l’ex-presidente del Consiglio Prodi (uomo di Bilderberg e Commissione trilaterale esattamente come Mario Monti) forte sostenitore dei vantaggi per l’Italia dati dalla moneta unica, obbligò gli italiani a grossi sacrifici per aderire all’euro e non bastando, falsificò anche i bilanci pur di conseguire l’obiettivo, ingannando i cittadini italiani oltre che i tedeschi, i francesi e tutti gli altri che vi hanno poi aderito.

Ciò nonostante, grazie a dieci anni di spread insignificanti (che all’Italia consentirono interessi minimi sul consistente debito pubblico che già aveva quando aderì all’euro) i politici italiani e degli altri Pigs si trovarono nella condizione di sistemare almeno in parte i conti dei loro paesi e invece hanno fatto le cicale. Pertanto, i risentimenti e le tensioni che i cittadini europei possono nutrire gli uni contro gli altri, sono conseguenza di scelte sbagliate delle rispettive classi dirigenti e degli eurocrati ma soprattutto, i cittadini europei non sono degli idioti cui si deve fare la manutenzione psicologica (un eufemismo per non dire il lavaggio del cervello) attraverso i media che sono al loro servizio (che in Italia sono molti purtroppo).

Sicuramente c’è bisogno di un rinnovamento profondo della politica europea e delle sue classi dirigenti (altro che manutenzione) che porti a una nuova visione e costruzione dell’Europa, ossia all’Europa Confederale e Democratica dei Popoli invece che quella antidemocratica degli Stati Nazionali, controllata dagli eurocrati al servizio dei banchieri.

L’attuale crisi economica dei PIGS è un circolo vizioso da cui non se ne esce, a tutto vantaggio della speculazione borsistica internazionale, un cavallo a briglia sciolta drogato da un micidiale mix fatto di globalizzazione e d’informatizzazione spinta dei mercati che fa uso di mega server superveloci e programmi di calcolo sempre più sofisticati.

Le colpe della crisi dei PIGS non sono dei paesi nordici virtuosi, ma vanno ripartite tra gli stessi PIGS (i cui Governi non hanno mantenuto i conti in ordine o hanno barato su di essi) l’Eurozona, in quanto unione monetaria senza unione politica (come mettere il carro davanti ai buoi) e la speculazione finanziaria fuori dal controllo della politica.

La BCE (detenuta da banche private, comprese quelle dei paesi dell’UE che non aderiscono all’euro) è un’istituzione di proprietà privata che svolge una funzione pubblica. E palese la sua incapacità di  contrastare la speculazione con la stessa tempestività con cui questa opera nei mercati né avrebbe utilità a farlo. Per quanto minimi, infatti, essa lucra interessi dalle banche private europee che sostiene concedendo a esse dei prestiti. Direttamente o attraverso l’acquisto di titoli sovrani, a loro volta queste banche girano tali interessi (ben accresciuti) ai cittadini europei, soprattutto dei paesi più indebitati

La soluzione a tutto ciò sarebbe abbandonare l’euro. Ipotesi alternative sarebbero quella dell’Euro a due velocità o costituire un nucleo iniziale di vera unione politica europea, oltre che monetaria, tra alcuni paesi con economie compatibili, cui se ne potrebbero aggiungere altri nel tempo, e con una banca centrale totalmente pubblica che possa emette valuta come la FED, missione difficile, se non  impossibile, a causa del permanere di forti interessi legati all’esistenza degli Stati Nazionali. Per realizzare l’unione politica europea (unica via di salvezza, prosperità e convivenza pacifica e armoniosa degli europei) non c’è che l’Europa Confederale e Democratica dei Popoli al posto di quella delle Nazioni in mano ai Banchieri (non dimentichiamo che anche la Banca d’Italia è di proprietà privata pur svolgendo una funzione pubblica).

Molto presto tutti i cittadini europei capiranno che a metterli gli uni contro gli altri sono queste élite di potere di eurocrati e banchieri che li impongono leader e sacrifici e li trattano come sudditi da spremere e imbonire. Esse approfittano dello stallo in cui si trova il percorso di unificazione europea, con i popoli europei sospesi e intrappolati in una specie di limbo spazio-temporale, dove non hanno più la loro sovranità nazionale né possono acquisire quella europea a causa di un Parlamento dai poteri ancora molto limitati, per quanto ben rappresentato. Anche troppo rappresentato, considerati i costi necessari per garantire due sedi (Bruxelles e Strasburgo) più le ultra pagate e ambite poltrone di questi ridondanti, ininfluenti ed esautorati europarlamentari, costretti a legiferare sulle dimensioni standard di carote e patate per ammazzare il tempo e meritarsi lo stipendio.

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Autore: Giuseppe Isidoro

Libero Pensiero Veneto

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