La Rai: un pachidermico carrozzone


RAI

 LA RAI: UN PACHIDERMICO CARROZZONE

La Rai TV (non so più ormai quanti canali ci propini con Rai4, Rai sport e Rai vattelapesca) è un PACHIDERMICO E COSTOSO CARROZZONE d’imboscati e privilegiati, pari solo a quanto era l’Alitalia, che va smembrato e venduto al miglior offrente, se mai ci fosse qualche imprenditore disposto ad accollarsi un’azienda perennemente in perdita e piena di raccomandati incompetenti (tra cui i parenti di Fini). Anzi no, manterrei pubblica Rai Yo-Yo, che male può fare? E quando ci sono le elezioni, comunicati di propaganda (a reti nazionali unificate) a turno tra i partiti, di pari durata (5 minuti max.) e pagati da un fondo comune per il finanziamento pubblico degli spot e dei comunicati elettorali.

Per il resto non se ne può più di tre TG, ognuno dei quali dice solo una parte della verità e dei talk show politici d’intrattenimento, uno fotocopia dell’altro, dopo i quali la gente se ne va a letto frustrata e nervosa per non avere potuto controbattere alle idiozie che si sparano in questi dibattiti, dove gli invitati si dividono tra i cocchi del conduttore (sempre di parte) e quelli da massacrare e mettere alla berlina e che si concludono con l’immancabile sondaggio popolare preconfezionato. Già bastano le reti private per questo (LA7 e Mediaset) che comunque non chiedono il canone. La politica preferisco farla SUL WEB, almeno posso dire la mia e non rimanere sbasito a contorcermi di rabbia. A riguardo Grillo docet.

La TV pubblica usata dai partiti politici che la lottizzano e se la spartiscono è un mezzo passivo e antidemocratico, dove l’informazione è distorta a loro uso e consumo e quest’abuso è fatto anche con i soldi di chi non la pensa come loro. In TV preferisco cultura (spoliticizzata) e intrattenimento vero (sport, spettacoli, musica e belle ragazze che ballano e cantano ancheggiando) dopo il quale dormo sonni tranquilli senza soffrire d’insonnia e palpitazioni notturne con le facce deformi dei politici italioti che balenano sghignazzanti nel buio.

Se la Rai, svincolata dalla partitocrazia, si limitasse a fare questo gratuitamente per gli ascoltatori (eliminando il canone televisivo) e senza costi per gli italiani (affrancandosi dagli aiuti statali con una gestione oculata e privatistica che desse preferenza ai meriti e non alle parentele) allora non esisterebbero preclusioni alla sua esistenza come rete pubblica. Tuttavia per questo sarebbe necessaria una drastica cura dimagrante che sfoltisca senza remore la pletora di dipendenti accumulatisi in anni di sfrenata lottizzazione politica e nepotismo, a cominciare dai raccomandati e dagli incompetenti ma che, per ovvie ragioni, non sarà mai attuata.

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Autore: Giuseppe Isidoro

Libero Pensiero Veneto

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