I rimborsi elettorali e la Lega


I RIMBORSI ELETTORALI E LA LEGA

Dopo il referendum che ha abolito il finanziamento pubblico dei partiti, questi ultimi hanno introdotto i rimborsi elettorali, soldi che in teoria dovrebbero essere interamente usati per le spese elettorali, ma nessun partito lo fa e quello che avanza (e non dovrebbe) dopo il pagamento di tali spese, viene ovviamente gestito in maniera non trasparente dai tesorieri di tutti i partiti. La soluzione è ridurre di tre quarti questi rimborsi e così non avanzeranno più molti soldi. Otterremmo così una riduzione della spesa pubblica (cosa assolutamente necessaria) e una riconferma dello spirito del referendum.

Se poi i partiti hanno bisogno di altri soldi in più da gestire a loro piacimento, li chiedano ai loro iscritti e simpatizzanti, che siano dei Paperoni o no. Se invece si vuole reintrodurre il finanziamento pubblico dei partiti (a dispetto del referendum) per garantire a questi il pluralismo e le pari opportunità di successo (par condicio) che sia comunque ridotta largamente l’entità del finanziamento e regolata per legge la trasparenza sul suo uso attraverso bilanci certificati da istituti terzi di riconosciuta affidabilità, affinché i contribuenti sappiano che fine fanno i loro soldi.

Nessun partito, sindacato, giornale o TV che riceva soldi pubblici è immune da questa problematica sulla trasparenza del loro uso e ognuno ha le sue zone d’ombra. Tuttavia le inchieste a orologeria da parte dei giudici d’assalto schierati col governo ora che il Pd ne fa parte, lasciano in pace persino il Cavaliere (a lungo perseguitato e passato ai raggi X) solo perché ora alleato per quanto momentaneo del Pd ma indispensabile a questa insolita maggioranza e si concentrano su partiti minori (ex Margherita) e con grande scalpore sulla Lega Nord, con l’obiettivo di scalfirne l’immagine di onestà da sempre vantata, giusto alla vigilia delle elezioni amministrative di Maggio.

Anche se alla fine tutto dovesse ridursi in una bolla di sapone, certo è che qualcuno ha macchinando per screditare la Lega, confonderne e disperderne le fila dei sostenitori e riconquistare il nord, muovendo sagacemente le sue pedine sulla scacchiera della politica italiana, dai media alla magistratura che senza scrupoli è usata indebitamente per fini politici. L’UDV, che raccoglie i suoi maggiori consensi a sud (dove basta comprarli e non sono necessari i lavaggi di cervello) solo per simpatia professionale verso l’ex collega Di Pietro è lasciata in pace da questa macchina del fango, una riedizione massonica dell’inquisizione di scolastica memoria?

Ma anche se alla fine qualcuno sarà incolpato e punito senza riguardo per il cognome, come ha detto Bossi, amaramente, ma con fermezza subito dopo l’annuncio delle sue dimissioni da segretario della Lega, più che mai sono vive le ragioni del sostegno a una Lega bonificata dalle mele marce. L’attuale classe dirigente leghista potrà anche scomparire, ma la rivolta fiscale contro Roma ladrona, il sentimento d’insicurezza sociale, la diffidenza verso il meridione e l’islamismo radicale saranno temi sempre attuali al nord, finché non sarà data una soluzione al dualismo economico nord/sud e a quelli società civile/criminalità organizzata e federalismo/centralismo a esso connessi.

Pertanto, se non sarà l’attuale ceto dirigente, nuovi leader saranno pronti a interpretare le richieste, le rabbie e le paure dell’elettorato leghista, che saranno puntualmente sottovalutate dalla sufficienza e dal pregiudizio dell’intellighenzia radical chic di sinistra. Una sinistra superba e auto compiacente, che convinta di detenere il primato culturale, le ignorerà e ridicolizzerà, umiliando e offendendo così la gente più umile e semplice del nord.

Tuttavia neppure quel ressemblement di centro destra riformista ed europeista auspicato da Monti che si sta profilando all’orizzonte per le prossime elezioni politiche del 2013 potrà rappresentare l’elettorato leghista. Troppo statalista e centralista l’atteggiamento del Professore che ha tradito il federalismo depredando i risparmi dei comuni del nord e così premiando quelli del sud che hanno sperperato e troppo imbarazzanti ed elitarie le sue frequentazioni passate nel gotha della finanza e le simpatie per le banche che si trasformano in istituti finanziari, il che mostra chiaramente da che lato sia schierato rispetto al dualismo potere politico/strapotere finanziario, prepotentemente assurto agli onori della cronaca e delle analisi e discussioni da parte della società civile con l’acuirsi della recente crisi economica.

Questi infami colpi bassi e maldestri tentativi di distruggere il movimento leghista che se fosse al governo con Monti godrebbe d’immunità politica, otterranno l’unico risultato di radicalizzare lo scontro e l’opposizione a questo STATO padrigno, non lasciando ai padani altra opzione che lavorare e impegnarsi per una secessione possibilmente democratica del nord.

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Autore: Giuseppe Isidoro

Libero Pensiero Veneto

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