Le responsabilità vanno divise


La globalizzazione dei mercati

LE RESPONSABILITA’ VANNO DIVISE

Prodi, nel 1999, ci ha fatto aderire a forza al Trattato di Maastricht per entrare nell’Eurozona, senza però avvisarci dei rischi legati al debito pubblico italiano già pesante allora. I governi seguenti, pur potendo risparmiare moltissimo godendo d’interessi sul debito pubblico pari a quelli tedeschi e di fiducia e credibilità nel sistema Italia, ritenuto in grado di mantenere un PIL elevato, non hanno tuttavia usato quei risparmi per ridurre il debito, né hanno predisposto quelle riforme strutturali in grado di farci crescere nonostante la concorrenza dei mercati globali.

Progressivamente, negli ultimi dodici anni, l’Italia ha ridotto sempre più il suo Pil e aumentato il suo debito pubblico, è perciò del tutto ovvio che ora nessuno voglia più finanziarlo se non in cambio d’interessi molto elevati rispetto a quelli tedeschi (spread). L’Italia aveva già fallito e i mercati ne hanno solo preso atto. La conseguenza principale è che ora l’Italia è ostaggio degli strozzini internazionali che tuttavia non hanno nessun interesse a farci fallire, se non prima di aver recuperato tutti i loro crediti.

L’alternativa è il default, nel qual caso ci succhieranno tutto quanto è possibile succhiare prima di lasciarci al nostro destino. Né possiamo aspettarci aiuti dai paesi virtuosi dell’eurozona che giustamente non è come l’Italia dove poche regioni virtuose del nord mantengono tutte le altre.

La Germania non ha nessun interesse a salvarci, rivedendo il trattato di Maastricht e le attribuzioni della BCE. Non illudiamoci: lei ha vinto la sua sfida della globalizzazione. Per lei non ha importanza se esporterà meno nei mercati dei paesi sud europei impoveriti dal default (PIGS), quando si aprono i mercati del mondo intero, dove esistono paesi emergenti con un Pil a due cifre.

E’ ben vero che in questi dodici anni ha governato più il centrodestra che il centrosinistra, ma sarebbe bene che anche antiberlusconiani e comunisti, assumessero le loro responsabilità. Se l’Italia non si è modernizzata dotandosi di quelle riforme strutturali in grado di farci affrontare la globalizzazione con successo, la colpa è anche del loro anacronismo e della loro ottusità.

Il loro conservatorismo è così radicale che se Berlusconi avesse tentato di fare quelle riforme che ora il governo Monti ha fatto e farà eliminando anche l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori sarebbe stato linciato dalla folla in piazza Duomo come Gheddafi, altro che la statuetta di Tartaglia.

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Autore: Giuseppe Isidoro

Libero Pensiero Veneto

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