Il referendum per la Padania: chi rischia di più?


La secessione del Nord

IL REFERENDUM PER LA PADANIA: CHI RISCHIA DI PIU’?

Dal 2009 in poi i sondaggi tra gli abitanti del nord se sarebbero stati favorevoli all’adesione della loro regione a uno stato indipendente di nome Padania, hanno dato risultati via via crescenti fino ad arrivare nel 2010 al 61% e (se interrogati sull’appoggio a una riforma dello stato italiano in senso federale) all’80%. Pertanto, si ha ragione a dire che la Padania non esiste come entità politica. Essa, infatti, è un’entità politico-amministrativa ideale, esattamente com’era l’Italia nel cuore dei patrioti dell’ottocento, quando invece per il Metternich, Penisola Italica era solo un’espressione geografica che s’incontrava nelle cartine fisiche dell’epoca e non in quelle politiche.

D’altra parte, pare che i patrioti e i carbonari (pochi nobili e letterati affigliati a una setta segreta) non rappresentassero esattamente tutti gli italiani e men che meno il Lombardo-Veneto (dove la quasi totalità della popolazione non parlava neppure l’italiano e dove i carbonari furono poco attivi rispetto al resto d’Italia). Sembra, inoltre, che i Savoia abbiano conquistato più che liberato la Lombardia e il centro-sud e che il Veneto sia stato annesso con un referendum farsa. E’ sicuro invece che la Lega Nord, oggi, sia molto più rappresentativa dei padani, che non quella élite di patrioti che pretendeva rappresentare l’intero Lombardo-Veneto allora.

Il risultato delle elezioni in Belgio, Spagna e Scozia mostra una tendenza all’aumento nei consensi dei partiti autonomisti o indipendentisti. Nei Paesi Baschi, il partito Amaiur è di sinistra mentre il Partito Nazionalista Basco è d’ispirazione democratico-cristiana, ma entrambi sono per l’indipendenza (pacifica e sancita con un referendum) del popolo basco. La Catalogna è già un territorio a forte autonomia e in Belgio i fiamminghi delle Fiandre vogliono staccarsi dai valloni francofoni.

Anche gli italiani più nazionalisti dovrebbero aver ormai capito che l’autodeterminazione dei popoli è un diritto, sancito dall’ONU, che vincola anche le costituzioni dei singoli stati.
Pertanto i risultati di un eventuale referendum per l’indipendenza della Padania (che non può essere tacciato d’incostituzionalità) potrebbero essere sorprendenti ed è perciò che la sola idea, nonostante i numeri della Lega Nord siano per ora insufficienti, turba il sonno di quei molti che avrebbero solo da perderci comunque in una separazione.

E’ vero che non si vincono le elezioni con i sondaggi, ma è altrettanto vero che un referendum non è un’elezione. Pertanto è molto probabile che questo referendum per l’indipendenza del nord possa dare un risultato molto trasversale e che lo voterebbero favorevolmente non solo gli iscritti e i simpatizzanti della Lega, ma anche moltissimi elettori del Pdl e non pochi del Pd, oltre a tutti i partiti autonomisti e indipendentisti minori.

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Autore: Giuseppe Isidoro

Libero Pensiero Veneto

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